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18 luglio 2017

Cucina

Dolcificare il caffè: 5 alternative allo zucchero bianco

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Chi ha l’abitudine di gustare il caffè amaro afferma, senza malinconie, che non tornerebbe mai indietro.

Senza dubbio, l’aromaticità di un espresso gustato in “purezza” non viene corrotta da sentori dolciastri, ma, per tendere una mano a chi – come me – non riesce proprio a rinunciare a dolcificare il caffè, abbiamo scovato le 5 alternative allo zucchero bianco.

Dolcificare il caffè: 5 alternative allo zucchero bianco

È risaputo che lo zucchero bianco raffinato non sia nel podio dei vincitori tra gli ingredienti più salutari da assumere quotidianamente. Solitamente chi decide di dolcificare il caffè lo fa con lo zucchero bianco, quasi fosse un automatismo, e magari anche in dosi abbondanti.

Basti pensare che la sua bianca brillantezza è il risultato di svariati processi industriali a base di sostanze chimiche e, anche per questo, è bene non abusarne.

A maggior ragione, alcune ricerche affermano che il saccarosio riduca gli innumerevoli effetti benefici del caffè.

Tra tutti, la caffeina produce un effetto termogenico, che viene enormemente ridotto dai picchi d’insulina provocati dall’assunzione di zuccheri semplici, quali ad esempio lo zucchero bianco.

Per godere appieno di una tazzina d’espresso è buona norma ridurre – a meno che non si riesca a eliminare in toto – l’aggiunta di zucchero. La soluzione più drastica e definitiva sarebbe dunque bere il caffè amaro.

Per chi non volesse privarsi di una nota di dolcezza anche nell’assaporare un buon caffè, le alternative allo zucchero bianco non mancano di certo.

Le alternative allo zucchero bianco: quali sono?

Oltre alle alternative sintetiche come il noto aspartame (sulla cui nocività nonostante innumerevoli studi ci sono ancora dei dubbi), esistono moltissime alternative naturali per dolcificare il caffè senza incorrere in rischi per la salute. Vediamole assieme!

Zucchero integrale di canna

La prima valida alternativa come dolcificante naturale allo zucchero bianco è senza dubbio lo zucchero integrale di canna, molto simile a quello bianco sia nel sapore sia nel potere dolcificante.

Fate però attenzione: nella grande distribuzione spesso quello che viene “spacciato” per zucchero di canna, in realtà altro non è che zucchero bianco con coloranti.

Lo zucchero integrale di canna ha un leggero retrogusto di liquirizia, è granuloso, sabbioso e di un color brunito. È il risultato della primissima estrazione dal succo di canna dopo la sua raccolta, tipico del Brasile. È ricco di nutrienti come magnesio, potassio, vitamine e sali minerali.

Esistono diverse varietà:

  • panela
  • mascobado (è il mio preferito, lo uso dappertutto)
  • dulcita
  • rapadura
  • melado de acùcar

Miele

Il miele è uno dei migliori dolcificanti presenti in natura. Oltre alle sue proprietà dolcificanti è un vero e proprio alimento; se lo acquisti direttamente dall’apicoltore hai la sicurezza di utilizzare un prodotto totalmente naturale, incontaminato da processi industriali e alterazioni chimiche che impoveriscono e rendono tossici lo zucchero bianco ma anche lo stesso miele lavorato.

L’unica nota “negativa” è la sua forte aromaticità. Non a tutti infatti può piacere abbinata al sapore di un buon espresso. Io vi consiglio il miele d’acacia, più neutro e delicato rispetto ad altre varietà… ciò non toglie che, per i palati più curiosi, un cucchiaino di miele di castagno nel caffè possa rivelarsi una gradita scoperta.

Melassa

La melassa deriva dallo zucchero di canna o dalla barbabietola e contiene saccarosio, fruttosio, glucosio, acido fosforico, potassio, fibre, vitamine del gruppo B e minerali.

Anche in questo caso, quando troviamo la melassa sugli scaffali del supermercato, occorre prestare attenzione alla provenienza del prodotto, che deve essere certificata biologica. In caso contrario si troveranno residui dei composti chimici utilizzati per l’estrazione dello zucchero.

Sciroppo d’agave

Lo sciroppo o succo d’agave, che altro non è che la linfa della pianta d’agave, è ricchissimo di sali minerali e oligominerali.

Il suo potere dolcificante è dovuto all’alto tasso di fruttosio contenuto. È leggermente più fluido del miele e non possiede particolari note di sapore. Anche qui, la discriminante, si rivela la scelta di un prodotto certificato di primissima qualità e non sottoposto a procedimenti chimici dannosi. Meglio dunque affidarsi a supermercati che trattano prodotti naturali o botteghe biologiche.

Stevia

La stevia è un edulcorante naturale usato dagli Indiani Guarani del Paraguay e del Brasile, dove è conosciuto anche con il nome di “erba zuccherata”.

Da questo vegetale si estrae un dolcificante naturale a zero calorie, con impatto glicemico pressoché nullo e, soprattutto, con un potere dolcificante fino a 300 volte superiore a quello del saccarosio.

La sua dolcezza è dovuta al principio attivo rebaudioside A, contenuto nelle foglie, che lascia un particolare retrogusto con sentori di liquirizia.

In commercio si può trovare la stevia sotto forma di pratiche compresse, di estratto liquido e in polvere. Se ci si limita alle dosi d’uso di un normale dolcificante, non ha particolari controindicazioni, l’importante è non incorrere in un consumo esagerato che potrebbe causare un abbassamento eccessivo della glicemia e della pressione. 

alternative allo zucchero bianco

Esistono poi moltissimi altri dolcificanti naturali come lo sciroppo d’acero, lo sciroppo d’uva, lo zucchero di cocco, l’eritritolo, l’amasake, la polvere di mesquite, ma ne parleremo in un prossimo post.

E voi, come lo preferite un buon espresso: amaro o dolcificato?

 

Credits immagini: The mood post, Il giornale del cibo